24
Set
2012
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Per favore, dateci del TU: gli amministratori locali e i costi della politica

Le disgustose scene da basso impero a cui siamo assistendo, e di cui dà prova molta politica trasversalmente, ci rende tutti “casta”: sempre più spesso mi capita di sentirmi dare del Voi (ladri, casta, privilegiati eccetera eccetera).

 Qui di seguito alcuni appunti sul mio stile di vita.

Per chi non lo sapesse faccio a tempo pieno l’Assessore ad una serie innumerevole di cose nella quarta città d’Italia, sono nella Direzione Regionale del PD, giro l’Italia partecipando ad iniziative, dibattiti, conferenze e così via.

 La mia indennità attuale (come quella dei miei colleghi) è di 2.700 euro al mese netti per 12 mensilità, a cui vanno sottratti 300 Euro che verso al PD. Ne rimangono 2.400.

 Gli assessori comunali non hanno ticket restaurant (ci paghiamo il pranzo), non hanno spese di rappresentanza (se viene qualche ospite o si fa alla romana o pago io con i miei soldi)

 Uso la mia auto, una Stilo del 2004, e non ho rimborsi benzina. Ho il permesso per entrare in centro ma pago regolarmente il parcheggio sulle strisce blu.

 Quando vado ad iniziative del PD fuori città e fuori regione mi pago il viaggio e spesso il pernottamento (mi prenoto on-line biglietti low cost di treno o aereo; qualche volta gli organizzatori pagano una notte in una pensione o in un albergo a due o tre stelle). Non ho mai chiesto rimborsi al partito e non mi sogno nemmeno di farlo perché è mio dovere e non mio diritto.

 Organizzo e partecipo ad iniziative autofinanziate: la scatola di raccolta delle offerte è generalmente in cartone. Nel caso di situazioni di lusso in legno.

 Non ho mai ricevuto regali che fossero più costosi di una bottiglia di Barbera. Nel caso li ricevessi li rispedirei al mittente.

 Ho pubblicato il bilancio della mia campagna elettorale e direi che la spesa più rilevante è stata quella delle suole delle scarpe.

 Naturalmente (e ci mancherebbe) nessuno mi paga il mutuo prima casa a mia insaputa eccetera eccetera.

 Il mio stile di vita non è eroico, non è un’eccezione e non è anormale.

Intanto è giusto: servire la propria comunità è un privilegio da trattare con cura, rispetto, etica e onestà assoluta. Inoltre è normalissimo e comune a moltissimi amministratori locali, sindaci, consiglieri comunali di qualsiasi schieramento, presidenti di circoscrizione o di quartiere.

 Quelli che vengono svegliati di notte per un’emergenza, che fanno i sopralluoghi dove ci sono le buche, che passano le serate alle assemblee di quartiere, che fanno i conti al lumicino sulla spending review, che passano e ripassano i capitoli di bilancio per vedere come fare a far partire un progetto, tenere aperto un servizio, dare risposte ai cittadini. Quelli che rispondono politicamente, penalmente e amministrativamente sulle scelte e sulle decisioni. Quelli che “No, mamma. Domenica non ce la faccio a venire a pranzo, devo andare ad un’iniziativa”.

 Quelli che sono spesso per strada e quindi incontrano cittadini che gli danno del Voi (ladri, casta, privilegiati eccetera eccetera)

 Per favore, dateci del TU. Non solo non siamo tutti uguali, ma noi siamo di più anche se non facciamo notizia.

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