20
Mag
2014
0

Le mie 6 ragioni per votare Daniele Viotti, candidato PD alle elezioni Europee nel Collegio Nord-Ovest

Carissimi, carissime

Non lo faccio spesso: spendo il mio nome per appoggiare un candidato – sia all’assemblea di condominio sia come in questo caso al Parlamento Europeo – solo quando sono assolutamente certa che ne valga la pena.

Io il 25 maggio voto con entusiasmo Daniele Viotti, candidato al Parlamento Europeo nelle liste del PD del collegio Nord-Ovest.

Vi offro le mie 6 ragioni, pensateci, votatelo e fatelo votare:

1. Daniele Viotti è il migliore di noi. Siamo stati protagonisti, in tanti, di una sfida importante e un po’ faticosa in questi anni: provare a cambiare il PD per cambiare il paese, convinti che soltanto una buona politica sia in grado di trovare risposte. Ci siamo aggregati collettivamente intorno a Pippo Civati, con il quale da tempo conduciamo una battaglia sui temi, sui contenuti, sulla qualità della politica, sulla sua rigenerazione e del suo capitale umano. Daniele è quello che ha interpretato al meglio il nostro percorso qui in Piemonte. Candidiamo lui per candidare noi, una moltitudine plurale di persone che credono in una sinistra moderna, riformista, seria che sappia farsi interprete di un bisogno di cambiamento e di prospettiva.

2. Daniele Viotti viene da lontano. E’ un giovane adulto, Daniele. Da sempre militante, dentro e fuori la politica organizzata. E’ stato un attivista del movimento LGBT, portando quella cultura dell’organizzazione che ha sperimentato facendo il militante ed il dirigente dei DS e ora del PD. Portando però dentro la politica organizzata quella capacità di ascoltare, riflettere, discutere e mobilitare che è propria dell’associazionismo e dei movimenti.

3.  Daniele Viotti parla d’Europa. In una campagna elettorale dove l’Europa viene trattata di volta in volta da matrigna assente o da sfondo ai temi locali, Daniele finalmente parla di orizzonte europeo conoscendone l’architettura istituzionale, le politiche, le competenze, le potenzialità che un’Europa progressista e più integrata può portare a tutti i cittadini e le cittadine europee. Può sembrare ovvio, ma non lo è. Daniele conosce l’Europa e per questo vuole contribuire a cambiarne le politiche. Parla anche inglese e un po’ di francese: anche questo dovrebbe sembrare ovvio ma non lo è. Per costruire più Europa bisogna parlarsi e anche capirsi.

4. Daniele Viotti parla di diritti civili e sociali. Da militante LGBT porta con se’ la questione dei diritti civili come elemento costitutivo di un’Europa – e un’Italia – più giusta e più inclusiva. Se la differenza è un diritto l’uguaglianza è un dovere , è lo slogan del #TorinoPride di questo anno. Parlare di diritti civili significa rimettere al centro il tema dell’uguaglianza per tutti: per chi ha stili di vita, orientamenti sessuali, origini etniche, fedi religiose , culture di appartenenza diverse. Daniele sa che rivendicare diritti per qualcuno significa rivendicarli per tutti. Ed è consapevole che senza diritti civili per tutti non può esserci giustizia sociale e una democrazia realmente inclusiva.

5. Daniele Viotti consuma suole. In questi anni ha, insieme a noi, camminato per i territori del Piemonte. Da Domodossola a Gavi, passando per Caraglio e Torino o Alessandria. In ogni luogo ha ascoltato, preso appunti, raccolto storie, esempi, istanze, temi legati allo sviluppo sostenibile, alle questioni ambientali, al diritto alla salute, all’istruzione, alla coesione sociale, al lavoro, alla qualità della politica locale, nazionale, europea. Daniele sa che in ogni posto, anche il più piccolo, ci sono questioni che vanno affrontate con la prospettiva locale che tenga insieme quella europea. Daniele tiene insieme il marciapiede e il cielo, il piccolo paese e l’Europa. Perché questa è la politica che serve: quella che vede il problema ma cerca soluzioni vere, concrete, reali anche al di fuori del localismo demagogico.

6. Daniele Viotti è etico. La politica si cambia se si sostengono persone che si mettono in gioco per servizio e non per ottenere privilegi. Daniele è trasparente e limpido come l’acqua di sorgente. Non è poco, è tantissimo. Per Daniele le uniche questioni eticamente sensibili riguardano la cosa pubblica, l’etica civile e la trasparenza. Votarlo rende orgogliosi, perchè si è certi che non ci deluderà mai.

Il 25 maggio si può scegliere, con tre preferenze. La scheda è quella grigia.

Io voto Daniele Viotti, per primo. Poi aggiungerò Paolo Sinigaglia e Renata Briano, candidati lombardo e ligure nella lista del PD. Con l’orgoglio di fare una buona scelta.

Le mie 6 ragioni ve le consegno: manca meno di una settimana e anche pochi voti possono fare la differenza.

Ilda

Condividi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • MySpace
  • PDF

You may also like

16 marzo 1978. Cominciò così #55AldoMoro
Perchè le parole sono importanti? La faglia, l’Europa e la visione di società che sta dietro alle parole
La rigenerazione come egemonia culturale