Il ratto delle Sabbrine: chiediamo scusa agli innocenti

Quartiere Vallette, Torino 2011. Laddove si incontrano i margini geografici e sociali della città. Alle Vallette ci sono tante cose. Ci sono scuole pubbliche che educano ancora, educativa di strada che ancora raccoglie ragazzini. C’è lo Sport di Borgata, ci sono le parrocchie e gli oratori. Le bocciofile e i centri anziani. Le case popolari, gli scampoli di fabbriche rimaste, i vuoti di quelle che non ci sono più, gli alberi di Corso Cincinnato, l’ultima fattoria di città che produce latte e formaggi, le aree verdi che hanno bisogno di essere un po’ sfalciate. Le associazioni, i pensionati attivi. I giovani disoccupati. Le madri sole. Ci sono gli ultimi, i penultimi e chi invece ce l’ha fatta. Ci sono i buchi della città che cambia, le aree marginali dove si vive degli scarti. Come tutti i quartieri di tutte le città, è un prisma dalle mille facce. Fatto di violenza e generosità, di fatica e di solidarietà. Di presenze e di assenze. Di vite appese, vite perdute, vite incluse e vite ai margini.

Vallette, nell’iconografia della Torino dura, è un quartiere difficile. Negli anni ’60 cominciò lì la sperimentazione del tempo pieno nella scuola pubblica: i ragazzini buttati giù dal treno del Sole e stipati nelle case costruite in fretta trovavano a scuola il modo di stare insieme e di imparare l’italiano. Si cresce in fretta nei cortili delle case. Succedeva prima, succede adesso. Nella durezza che oggi è diversa nelle forme ma uguale nel modo.

Quello che è successo ieri sera non è commentabile se non con lo stomaco che si chiude, con il cuore che esplode e la ragione che interroga. I penultimi trascinati dall’ordalia cieca della violenza hanno attaccato gli ultimi. Gli ultimissimi, i rom assiepati in una cascina diroccata. Quelli per cui la ricerca di soluzioni socialmente sostenibili si scontra con la fatica che facciamo, noi istituzioni locali e società civile della città, a trovare delle vie contando quasi esclusivamente sulle nostre forze. Assediati fino a ieri l’altro da un governo che stanziava soldi, e tendenzialmente alle amministrazioni amiche, fondamentalmente per sgomberare  muscolarmente senza risolverne nemmeno uno di problema. Da una Regione che ha azzerato la legge finanziata dalla Giunta Bresso sulle minoranze rom: quelle con cui noi abbiamo fatto progetti di inserimento scolastico, abitativo, lavorativo. Dove si può scrivere una notizia che accende i fuochi del conflitto senza avere verificato prima, pur sapendo che basta pochissimo per incendiare.  Perché è così facile trovare il colpevole in quegli occhi stretti che non vale nemmeno la pena usare cautela, prudenza, ragione. Poi si chiede scusa, va bene. Ma ormai la ferita fa male, malissimo.

Gli ultimissimi, i rom rumeni: donne, bambini, uomini che vivono sugli scarti della città. Con cui si prova e si fanno tentativi. Tutti per piccoli numeri: perché il lavoro c’è se ci sono le borse lavoro. Se le cooperative sociali inseriscono. Perché il privato vero non è così pronto, diciamo. Qualcuno ce la fa, si tira fuori. I bambini vanno a scuola, ma poi tornano nelle baracchine e lì il loro orizzonte si perde nel nulla del degrado. Intorno ci sono i penultimi, pieni di rabbia. Perché non serve scomodare la sociologia per sapere che le marginalità si innestano nella fatica e nei quartieri dove il sole del Buon Dio non dà tutti i suoi raggi.

Però c’è un aspetto che da ieri sera mi fa soffrire ancora di più di quanto non soffra di fronte al fatto che nella mia città, a cui vogliamo bene per la sua civiltà e la sua generosità, è successo l’indicibile.

Una ragazzina di 16 anni ha pensato che simulare uno stupro fosse preferibile al raccontare che aveva fatto l’amore.

Oggi le donne scendono in piazza: se non ora quando. Ecco, ricordiamocelo.

Ricordiamoci anche di queste ragazzine di periferia che vengono difese dal branco soltanto se si pensa che siano state violate dall’altro, l’estraneo, l’assente, il diverso. Perché, altrimenti, sono puttane.  Cosa c’è di più primordiale, primitivo, terrificante di un branco di adulti, madri e padri, che inneggiano al pogrom, che applaudono al fuoco, che non riconoscono l’umanità negli umani che scappano? Nei bambini che piangono, nelle donne che urlano?

E’ l’ordalia primitiva dello scontro tribale, del ratto delle Sabine: non toccare la mia donna. Se voglio te la prendo. Il ratto delle Sabbrine. Lasciate sole, usate come simboli di possesso.  Sole, piccole, puttane o stuprate.  In fuga nella menzogna, accusando l’uomo nero più vicino, il più facile. Quello a disposizione. L’uomo nero che le mette al riparo dalla riprovazione del branco.

Chiediamo scusa agli innocenti. Ai bambini della cascina con gli occhi pieni di paura. Ai loro genitori in fuga. Alla ragazzina prigioniera del suo primo amore che l’ha lasciata sola, sanguinante e alla ricerca di una scusa, una qualsiasi per poter continuare ad essere amata. Anche lei innocente nei suoi 16 anni così perduti.

Chiediamo scusa. Restiamo umani. E usiamo le parole con attenzione, rispetto e dolore.

Condividi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • MySpace
  • PDF

37 Commenti + Commenta

  • Bene Signora Curti, adesso invece di mettersi a piangere anche Lei, chieda al suo Sindaco si stanziare una cifra appropriata per ridare un alloggio a quei Rom che lo hanno perso.

    • Quoto Xuanying e condivido totalmente!

  • e mentre si trova provi anche a chiedere un alloggio per le centinaia di famiglie che vivono accampate da anni sulle sponde della stura…Sì. a ragione, gli ultimi non dovrebbero prendersela con gli ultimissimi ma i primi facessero il lavoro per cui sono stipendiati forse certe tensioni non ci sarebbero. Se i primi si occupassero dei bambini che crescono tra l’immondizia e i tetti in lamiera, forse non ci sarebbero campi abusivi da andare a bruciare. Se i primi, come la sua collega dpartito Paola Bragantini, non partecipassero a manifestazioni razziste che sfociano in pogrom forse gli ultimi che vi hanno partecipato si sarebbero sentiti meno legittimati a fare certe vigliaccate.
    Cordialità

  • grazie Ilda
    volutamente, quando è passata la notizia su twetter e su internet non ho voluto rilanciarla.

    grazie Ilda

  • ovviamente… questa… la condivido e la tweetto ^_^

  • le sue sono bellissime parole, resta un dubbio, pesante, pesantissimo:
    cosa ci faceva la segretaria provinciale del PD ad una manifestazione xenofoba?
    Credo sia necessario che questo punto venga chiarito oppure che vengano presentate le dimissioni.

    • si mi pare il minimo, se siete coerenti e condannate chi manifesta in valsusa, e minacciate il ritiro della tessera a chi, del pd, si espone in queste situazioni, non capisco cosa c’entri la xenofobia con il vostro partito, vorremmo delle spiegazioni.

  • Bizzarro come si legga senza leggere. Come se le parole scivolassero via, così da continuare imperterriti senza farsi sfiorare mai dal dubbio. Tutta la circoscrizione era li. Non hanno aderito, è evidente, ovvio e noto. erano lì esattamente per cercare di evitare quello che poi è accaduto. E hanno fatto bene ad esserci perchè hanno discusso, impedito, contrastato. Invece c’è chi pensa che con i penultimi non si debba parlare, si devono lasciare soli nel rancore e nell’odio, soli. Perchè è più facile così. Mi dica lei, signor petronio: soluzioni? Io un po’ di cose che facciamo come istituzioni le ho scritte. non basta. Certo. Ma guardarsi dentro come comunità mai, eh? Fare i conti con la barbarie, no?

    • Condivido: ad ognuno il suo ruolo.
      Le soluzioni le aspetto da lei e dalla giunta di cui fa parte, per questo siete stati eletti. Se vuole coinvolgere la cittadinanza nella ricerca di soluzioni si attivi e costruisca strumenti di partecipazione. Alla fine, però, la responsabilità sarà sua, è insita nella posizione che liberamente ha scelto di assumere. Ad ogni il suo ruolo. Lei a differenza del sottoscritto ha il potere di agire ed intraprendere politiche e atti amministrativi, le riflessioni e il guardarsi dentro li lasci agli psicoanalisti, agli antropologici, ai filosofi, alle comunità e ai suoi cittadini. Lei e la sua giunta, invece, una volta riflettuto e/o dopo aver ascoltato le riflessione altrui, dovreste agire, dovreste formulare atti e trovare soluzioni e ai mille problemi della città. Lei continui ad interrogarsi, intanto sulla stura bambini di pochi mesi dormono insieme ai topi. Lei e la sua giunta potete scrivere e dichiarare quel che preferite, ma i campi abusivi lungo la stura, quelli della continassa e tutti gli altri sono la misura concreta di quanto e di come operate. Le 4 settimane di aria irrespirabile e nociva e l’assoluta mancanza d’interventi spiegano meglio di mille dichiarazioni la vostra forza. Per concludere ritengo la sua rappresentazione della realtà della V circoscrizione suggestiva, quasi vendoliana, manca solo una cosa: la realtà.
      Cordialità

  • mi dispiace ma ognuno ha il suo ruolo.
    Non sono i consiglieri di una Circoscrizione a poter impedire che una cosa del genere possa accadere ed infatti si sono potuti apprezzare gli effetti.
    Se hanno pensato di poterlo fare si sono assunti una responsabilità molto grande.
    Una Presidente di Circoscrizione ha altri strumenti. E’ stato fatto qualcosa? Se no…perchè? Se sì…perchè non si è stati ascoltati e cosa si pensa di fare affinchè chi non è voluto intervenire si assuma le sue responsabilità?
    Ognuno ha il suo ruolo.
    Quello del Segretario Provinciale non è di sostituirsi alle FdO nè ai giornalisti facendo reportage fotografici, bensì quello di fare politica; pertanto se un Segretario di partito sceglie di partecipare ad una manifestazione di tal genere silenziosamente, senza una propria piattaforma ben evidente, credo commetta una leggerezza piuttosto grave.
    Chiudo con una domanda: se non si fosse trasceso fino a questo punto, se ci fossero solo stati cori beceri e slogan vergognosi, come pensava la Segretaria di partito di esprimere il suo dissenso da quanto si stava gridando a mezzo metro da lei? Come poteva non pensare il privato cittadino che la vedeva sfilare che lei fosse d’accordo con quanto veniva gridato?
    Non le sembra già tutto questo piuttosto grave?

  • sinceramente non ho mai visto politici partecipare a manifestazioni a manifestazioni delle quali non condividono la piattaforma, ma con funzioni di prevenzione di disordini…
    davvero incomprensibile, se poi si pensa che la stessa persona aveva in precedenza censurato chi intendeva manifestare in val di susa, proprio perché ci sarebbe stato il rischio di violenze…
    forse sarebbe stato meglio richiedere una massiccia presenza della polizia municipale e prendere le distanze da una mobilitazione che puzzava di fascismo dalle prime righe del volantino diffuso

  • Condivido in pieno e pubblico sulla mia bacheca

  • mi risulta (da Tutta la città ne parla di questa mattina, su Radio3) che la manifestazione fosse organizzata fin da giovedì, con l’attiva partecipazione del Juventus fan club della zona.
    Non credo quindi che spettasse al PD del quartiere di bloccare i piromani bensì alla polizia: mi si vuole far credere che gli hooligan juventini sono incensurati e ignoti alle forze dell’ordine? Forse nessuno poteva immaginare che succedesse una cosa così? Senza togliere nessuna responsabilità agli amministratori (che personalmente non ho votato), anche i poliziotti sono pagati e sono pagati anche per possedere informazioni, conoscerle e ragionarci sopra: o è chiedere troppo?
    Accade un po’ troppo spesso, e sempre più spesso, che si chieda ai cittadini di “fermare i violenti”: stiamo scherzando? E i signori armati e corazzati che fanno quello di professione allora a cosa servono (avrei la risposta ma la espungo)? Personalmente sono un po’ stufo di vedere poliziotti che sparano lacrimogeni in faccia ai ragazzini in Val di Susa e che non muovono un dito quando possono prevenire qualcosa.
    Evidentemente la logica si è rovesciata, e combattere piace più che prevenire.

  • Ciao Ilda, sicuramente non condivido quello che è successo alle Vallette, ma la gente forse è stanca, leggo dei ROM in Lungo Stura Lazio, bene , mia moglie lavora all’Iveco, la sera e la mattina ha paura di passare , e meno male che puo’ posteggiare dentro l’Azienda
    La sporcizia è immane, voi cosa fate?

    garzie

    giorgio calabresu

  • io sinceramente credo abbiate provato a partecipare ad una manifestazione per il solo obiettivo di raccogliere consensi, io davvero non lo capisco che cosa volete diventare, se una nuova lega nord o ancora peggio. chiedete scusa ai rom, non ai lettori dei giornali, dovreste chiedervi se non era il caso di approfondire meglio la questione, prima di far aderire la vostra segretaria provinciale e magari di essere garantisti una volta anche con chi non ha soldi invece che esserlo solo con chi ne ha. se siete di sinistra, cosa che ormai ho rinunciato a credere.

  • se questo era il volantino: ” ora basta! ripuliamo..”, le responsabilità della federazione del pd che ha “partecipato per dissuadere” sono enormi. non nella manifestazione, ma a fare cordone contro dovevano stare. se non si riconosce il fascismo, si è complici. punto. poi, ci possono stare tutte le considerazioni sul ruolo, etc. ma ci stanno molto POI, rispetto all’assoluta chiarezza di quello che quella manifestazione era: una pulizia etnica organizzata. spero tu possa dare informazioni più precise e cambiare il quadro della situazione, perché così come appare è gravissimo.
    iscritto PD, bologna.

  • IL PD non ha aderito. Sia chiaro una volta per tutte. La segretaria è anche presidente di quella circoscrizione. Non ha aderito. Ci è andata con altri consiglieri di quartiere anche di SEL, IDV e PD proprio perchè preoccupata della piega che stava prendendo e poi ha preso. Cercate un altro bersaglio. Questa città non è razzista. Questo Blog è scritto da una persona che tutti i giorni si batte contro il razzismo, il leghismo e il cattivismo. Spesso lasciata sola quando non c’è emozione mediatica e raccapriccio benpensante. Qualche mese fa la casa dei miei genitori è stata profanata da 10 litri di sangue di maiale gettati sulla porta. In quanto miei genitori. Questo è l’humus, il brodo di coltura. Facciamoci i conti senza dividere il mondo in indiani e cow boys. Io sto dalla parte degli indiani. Noi stiamo dalla parte degli indiani. Cerchiamo un altro bersaglio. Grazie

  • PS. Giorgio: noi puliamo. Noi abbiamo lavorato con gli abitanti delle baracchine perchè puliscano. Noi stiamo ancora aspettando i soldi che aveva promesso Maroni per farlo.

  • [...] Ilda Curti, bravissima assessore di Torino, che da anni si occupa di periferie ed integrazione, ha scritto un post toccante e bellissimo. [...]

  • brava ilda. condivido. se senti gramellini ricordagli che scrive per un giornale che ha partorito minzolini.

  • [...] invita a usare le parole con cura,  Francesco riflette, Samuele [...]

  • Gentile assessore,
    lei scrive “questa città non è razzista”, e detta così è incontestabile, perché una città non è un soggetto unico. Credo però che a Torino il razzismo sia presente, sia molto diffuso e sia pericoloso, come questo e altri eventi dimostrano. E non vorrei che il razzismo facesse la fine di altri problemi che esistono ma vengono ignorati (qualcuno sopra ha ricordato l’inquinamento, ad esempio, si potrebbe citare anche quello della tossicodipendenza).

    Sul suo impegno personale non ho dubbi. Temo però che lei paghi il pegno di far parte di un partito che su questi temi non è capace di essere, nei fatti. forte e coerente. Per motivi di lavoro io vivo anche a Roma. Sull’onda emotiva di un omicidio efferato, quello della signora Reggiani, Walter Veltroni chiese e ottenne il pugno duro contro i Rom. E oggi che la città è governata da Alemanno i Rom continuano a essere oggetto di strumentalizzazione: la politica di “sicurezza” della giunta attuale si limita a spostare di qua e di là i campi nomadi, facendo saltare progetti di integrazione e scolarizzazione.

    Logica vorrebbe che il PD scendesse in piazza contro questo scempio del principio d’uguaglianza, ma non lo fa.

  • SCUSATE, ma pur non condividendo assolutamente la violenza contro i ROM e contro nessuno, ora pero’ non vorrei che questi passino per eroi, e tutta la città sia intollerante.
    Cara Ilda non servono i soldi per mandare via la baraccopoli di Lungo Stura Lazio, bastava sin dall’inzio che i vigili o le forze dell’ordine li mandassro via alle prime baracche.
    Come puo’ una città, che vuol essere turistica sopportare tutto cio’?
    Basta far rispettare le ordinanze, provate ad andare a vedere dopo il ponte di Strada Settimo a sinistra , dove c’è un bellissimo monumento, bene c’è un gran cartello che vieta il campeggio e altro, dietro a questo le baracche in bella vista !!! e hanno anche la luce, come fanno? chi la paga?

    grazie per l’attenzione

  • Ilda lo sa anche lei il motivo per cui la Segretaria del Partito è andata a quella manifestazione, lo sa anche lei. Se non fosse successo nulla di così grave, sarebbe stato un occhio strizzato a chi in quel momento ragionava con la pancia, non è la prima volta che determinati personaggi si fanno tentare da questo tipo di politica.
    Cara Ilda lei non ha nulla a che fare con lo stile di una certa politica ed infatti la sua difesa della Segretaria è encomiabile…ma non ci crede nemmeno lei.
    Che ci fosse anche il resto della maggioranza non è una scusante, non mi conforta affatto, e c’è una piccola differenza: Paola Bragantini è Segretaria di Partito. Non crede anche lei che politicamente questo comporti qualche responsabilità in più rispetto ad un consigliere di Circoscrizione?
    Non crede anche lei che la presenza del Segretario del primo partito di CentroSinistra italiano abbia un significato diverso? Che se si rappresenta un intero partito si dovrebbe essere meno leggeri? Se la carica di Presidente di Circoscrizione e quella di Segretaria sono confliggenti, la Bragantini scelga…sono sicuro che ce ne faremo una ragione.
    Rispetto per chi cerca di cambiare questo partito dall’interno, ma finchè ci saranno i Bragantini, i Placido e compagnia cantante…ne ha di battaglie da fare, cara Ilda! In bocca al lupo, con stima
    Emiliano

  • carissima ilda, io non sto affatto cercando bersagli, sono profondamente preoccupato. e mi pare che la segretaria di torin, con il suo ruolo, abbia terribilmente sottovalutato il carattere di quella manifestazione, le parole d’ordine che giravano, l’effettiva influenza (pochissima, a quanto si è visto) che la presenza sua e di altri esponenti del consiglio di circoscrizione e dei partiti democratici potevano avere nel “moderarla”. è “moderabile” una manifestazione convocata con un volantino che riporta, testualmente: “Ora basta! .. Ripuliamo la Continassa!”? ho chiesto via FB una risposta su quel volantino a bragantini, attendo una sua risposta. qui con te volevo dissipare ogni dubbio rispetto al fatto che sto cercando obiettivi facili – sono impegnato a bologna in un quartiere ad altissima immigrazione – ma anche manifestare tutto il mio timore per l’idea che si possano “lisciare” umori del genere, e la necessità di prese di posizioni nettissime, invece. so che tu lo fai, vorrei che anche la federazione parlasse chiaro. la guerra alla povertà e all’emarginazione non si può confondere con la guerra ai poveri e agli emarginati – senza per questo pretendere che i campi siano salotti, e i profughi tutti francescani o editorialisti di micromega.

  • Le parole del vescovo “mi sento umiliato e ferito”, esprimono pienamente il mio sentimento di sconcerto: ho scoperto che, purtroppo, anche nella mia città può scatenarsi la furia vendicatrice della folla che cerca di farsi giustizia da sé.
    Usando il fuoco per eliminare l’intruso, lo sporco, lo zingaro che ruba i bambini (ricordate il rogo di Ponticelli di qualche tempo fa, scatenato dalla falsa notizia del rapimento di un neonato?) e stupra le nostre figlie.
    Ma è un fatto, è successo anche a Torino e su questo dobbiamo riflettere, capire quali siano state le ragioni che l’hanno prodotto e, ancor di più, considerare la gravità dell’avvenimento. È orrendo pensare alle tragiche conseguenze che quell’azione avrebbe potuto causare; l’uso del fuoco un’azione aberrante (penso alla presenza di bombole di gas in quei poveri rifugi) che rammenta giustamente le sommosse antisemite nella Russia di fine 800 (i pogrom) o le devastazione della Germania agli albori del nazismo.
    Non c’è molta differenza e credo di non esagerare.
    Forse non è questa la sede per fare analisi sociologiche intorno alla “involuzione antropologica” di una parte della città e, d’altro canto, non ne avrei nemmeno le competenze.
    Mi interessa però evidenziare che dopo anni (il ventennio che speriamo sia finito) di politica razzista urlata ed agita dagli esponenti della Lega e non solo (ricordate, di nuovo a Torino, il rogo sotto il ponte del Balon?), questi sono i risultati magari suggellati da improvvidi titoli dei giornali (La Stampa: mette in fuga i due rom che violentano la sorella)…
    A poco valgono le scuse del giorno dopo per il titolo sbagliato o il solito corsivo mattutino che, comprensivo con la ragazza cresciuta “in quell’ambientino” e con la “comunità povera di soldi e di sogni”, non trova di meglio che attribuire la responsabilità più grande e più grave alla politica.
    Anche in alcuni dei commenti presenti su questa pagina ho trovato un atteggiamento simile e, sinceramente, la cosa mi disturba. Per dirla in altre parole sono stanco di sentire, di leggere, commenti che tentano sempre di trovare un capro espiatorio, di ricercare responsabilità o manchevolezze altrui. Cercare di comprendere le ragioni profonde di azioni incivili e razziste non vuol dire attenuare la responsabilità diretta di chi le ha commesse. Certo, “il Palazzo” deve fare la propria parte, ma non confondiamo le responsabilità oggettive.
    La questione è grave ed è necessario agire anche individualmente.

    Non ho la verità in tasca, il mio è piuttosto un appello:
    Cosa posso fare per chiedere scusa a quelle persone offese?
    Come posso trovarmi con altre persone che condividono questa necessità?
    A quando una manifestazione (meglio non una fiaccolata) di solidarietà?
    Forse è una proposta minima e banale, ma ci credo……….

  • Quoto Fabrizio. Perchè interrogarsi con dolore non significa essere complici. Significa mettersi in mezzo perchè non succeda mai più. Mai più.

  • ilda curti: eroina a costo zero per gonzi di sinistra perché sta in una dei miliardi di stupide liste che ci sono in rete (non credo ci sia un fascista per il quale l’assessora pincopalla vale una pallina di cerbottana); ma sui saccheggi edilizii delle giunte chiampafassino, muta e complice.

    Sergio Bosco

  • Ti commenti da solo, Sergio bosco. E hai tempo da perdere ad entrare nel blog di una sconosciuta pinco palla.

    • l’occhietto umido per i piagnistei sui rom in cattivo italiano (tipica prosa assessorile di chi al massimo ha letto l’opera omnia di Conchita) non ti fanno vedere gli affaroni che stai facendo fare agli Agnelli nell’area ex-isvor; ma naturalmente per una colata di cemento in un quartiere storico niente “stomaco che si chiude” , “cuore che esplode” “ragione che si interroga” e altre cazzate varie…

      Sergio Bosco

  • Informati sui miei studi, sono pubblici. E adesso capisco meglio che genere di persona sei. Tanto per tenerti aggiornato: il progetto sull’area ISVOR, che non è una colata di cemento e nemmeno un favore agli Agnelli, è del 2005. Io,sei anni fa,facevo altro. Tipico del linguaggio proto-fascista il tuo commento.

  • Sarò fascista ma non coglione quindi non è che mi bevo le tue scemenze: il progetto sarà pure del 2005 ma durante tutto l’iter tu eri in giunta Chiamparino, anche se forse stavi lì per portare il caffè a Viano e svuotare i portacenere ; quindi o hai una gran faccia di bronzo oppure davvero non capisci un cazzo e allora capisco perchè ti hanno messo all’urbanistica: così Ligresti e compagnia fanno affari direttamente con Fassino, mentre a te “esplode il cuore” , “lo stomaco si chiude” ti scoppia la testa e bla bla….

    Sergio Bosco

  • Fascista e pure misogino. Come tutti i fascisti, del resto. E adesso, per favore, torna da dove sei venuto, grazie. Questo spazio è antifascista e non sei gradito.

  • quello che scrivi sulla solitudine della ragazza mi ha colpito molto.
    mi domando ogni tanto “che fine hanno fatto i tamarri?” (non so se funziona anche in gergo torinese, ma si capisce). poi mi guardo in giro e nella selva di occhiali firmati, telefonini esibiti e giornalacci free-pass di una mattina qualsiasi in Metropolitana a Milano, capisco. senza dover scendere agli ultimi della lista, anche sul cittadino medio (oggi medio meno meno) italiano, il danno è evidente.
    non che anni fa ci fosse un paradiso, anzi c’erano i tamarri, il perbenismo da Oratorio, l’omertà, l’erba del vicino ecc ecc. ma oggi ci sono ancora. e la deriva individualista dell’apparire, senza che venga svolto da nesuno il lavoro che un giornale come DuePiù faceva quand’ero bambino e ragazziino io, ossia spiegare il sesso, ha fato danni incalcolabili all’immagine della donna, e sulle donne più giovani.
    l’Italia è un Paese “Moderno Senza”, per parafrasare Arbasino: un luogo dove il progresso è solo di superficia, forse anche perché con la superficie e l’apparenza ci sappiamo fare noi italiani. salvo che la situazione attuale -così complicata per via delle x immigrazioni- che avendo bruciato l’umiltà come valore, siamo fregati.

    tu, Ilda, hai un modo di presentare il momento e l’emergenza che viviamo umile e drastico insieme. ricco di attenzione. non capisco chi ti attacca, e comunque vai avanti. c’è troppo da fare.

    • ecco un fiorellino della prosa di Ilda Curti: “la città è il luogo dove gli individui, i suoi abitanti, i cittadini ne compongono la fisionomia e l’identità..” e bla bla.
      La sinistra a Torino: da Antonio Gramsci a una che scrive come una sciacquetta, e fa pure errori uno dopo l’altro? una che scrive due volte “tunnel carpiale” forse confondendo l’anatomia con i tuffi…

      Sergio Bosco

  • Cara Ilda,
    le sue sono parole, parole, parole soltanto parole. Perchè purtroppo in Italia la politica si fa così e voi politici siete bravi sostanzialmente a fare questo e poco di più. Avete una visione un po’ “cosmetica” del vostro ruolo. In realtà le periferie vanno conosciute e vissute. Ci sono periferie degradate (mai per colpa dei cittadini) e periferie residenziali. Vanno gestite nel modo giusto, e le soluzioni le vogliamo da lei. Mancano le idee? Con tutta la fantasia che mette nei suoi scritti sono sicura che la può trovare. Mancano i soldi? Limando i faraonici compensi dei dirigenti comunali si possono trovare anche quelli. Lo so! Semplifico, faccio un po’ come fa lei! Un’ultima considerazione: non è stufa di sentirsi dire che non conosce le zone che pretende di governare? Al suo posto correrei ai ripari magari VISITANDOLE queste periferie.
    Cinzia.

  • Quoto Cinzia. Perchè bisogna essere coraggiosi per parlare di realtà a chi è passato da tempo immemore alla letteratura.

Lascia un commento

Sono ammessi i seguenti tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Prossimi eventi

  • Nessun evento.

Calendario eventi

maggio 2012
lun mar mer gio ven sab dom
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031EC